Transizione, i nodi vengono al pettine

News internazionali
13 novembre 2021

Dobbiamo smettere di produrre auto con motore a combustione interna nel 2035? Dobbiamo smettere di concedere nuovi permessi di esplorazione e produzione di idrocarburi? Per quanto tempo avremo ancora bisogno del gas naturale? E le relative infrastrutture devono essere considerate “di transizione” e quindi entrare nella tassonomia della finanza sostenibile? E gli investimenti nel nucleare? Di quanto idrogeno avremo bisogno nei prossimi anni? Sono alcune delle questioni cruciali della transizione energetica su cui in questi giorni sono emerse interessanti novità, dal bla bla bla di Glasgow ma non solo. L'iniziativa “blocca trivelle” proposta da Danimarca e Costarica alla Cop26 – denominata Boga Beyond Oil and Gas Alliance – ha raccolto le firme di alcuni Paesi ma di nessuno tra i maggiori produttori. L'Italia ha espresso un “appoggio esterno” – era necessario? è utile? – in una certa misura contraddicendo quanto detto dal ministro Cingolani agli energivori una settimana fa sull'opportunità di aumentare la produzione nazionale di gas.Un'iniziativa che riporta in primo piano tutti i limiti delle operazioni che vanno ad agire sull'offerta di energia lasciando sostanzialmente libera la domanda. Domanda che, invece di spegnersi e passare magicamente alle rinnovabili, semplicemente si rivolge a qualche altro produttore, magari anche meno attento a questi e ad altri temi – forse anche più importanti. Sulla base di queste considerazioni si capisce anche perché lo scontro sulla tassonomia europea della finanza sostenibile si faccia via via più intenso, in particolare con una vera e propria frattura tra Francia e Germania su gas e nucleare. La ministra dell'Ambiente tedesca Svenja Schulze ha detto ieri che “includere il nucleare nella tassonomia della finanza sostenibile ne minerebbe la credibilità”. Il presidente francese Emmanuel Macron, dal canto suo, ha rilanciato sulla costruzione di nuove centrali, con una sterzata non indifferente rispetto alle precedenti posizioni. Com'era prevedibile, molti nodi stanno venendo al pettine e la realtà sta reclamando il suo tributo.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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