Glasgow, patto tra 100 Paesi contro le emissioni di metano  

News nazionali
3 novembre 2021

Supera quota cento il numero dei Paesi che si sono impegnati a tagliare le emissioni di metano. All’appello mancano però gli Stati che generano più emissioni, come la Cina e l’India. Sempre ieri, 105 Paesi hanno sottoscritto un’intesa per fermare la de-forestazione, mentre un altro impegno punta a rendere meno inquinante la produzione di acciaio. Per quanto concerne il metano, la Global Methane Pledge è stata lanciata a metà settembre da Stati Uniti e Unione Europea: entro il 2030 si punta a tagliare le emissioni globali di metano del 30%, rispetto ai livelli del 2020. Se adottata a livello globale, l’iniziativa potrebbe permettere di ridurre le temperature medie di 0,2 gradi, con orizzonte 2050. Un contributo di rilievo nella lotta al cambiamento climatico. Come già detto, nell’accordo mancano Paesi come Cina, India e Russia, ovvero gli Stati che occupano i primi tre posti nella classifica delle emissioni. Biden ha, da parte sua, annunciato un piano per tagliare le emissioni di metano negli USA, all’interno del travagliato pacchetto clima della Casa Bianca. E Von der Leyen ha detto che a dicembre Bruxelles proporrà nuove regole UE.

Il Sole 24 Ore – Gianluca Di Donfrancesco (pag. 3)

Nel primo semestre di quest’anno le 26 maggiori società di trasporto del gas europee hanno accumulato profitti per 4 mld di euro, più del 100% rispetto allo stesso periodo del 2020. Secondo un’analisi di Global Witness, la tedesca Wintershall Dea ha fatto ancora meglio all’inizio del secondo semestre: tra luglio e settembre ha realizzato un utile di 243 milioni di euro, più 245% rispetto allo stesso trimestre 2020. La spinta verso l’alto dei noli marittimi, invece, si è consolidata grazie a un altro fattore, ovvero l’enorme potere dei trust che dettano legge all’intero settore, fino a condizionare i legislatori nazionali ed europei, compresa l’autorità antitrust di Bruxelles. Le 156 compagnie di noli marittimi sono raggruppate in tre cartelli: 2M, Ocean e The Alliance: questi, a loro volta, controllano il traffico container mondiale e ne dettano regole e tariffe. 

Fonte: Italia Oggi – Tino Oldani (pag. 6)

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