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Home Rassegna Stampa Via libera all’oleodotto di Keystone Ribaltata la politica verde di Obama
25/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

«È un grande giorno per l’occupazione americana». Così Donald Trump ha commentato il via libera alla realizzazione del «Keystone XL Pipeline», l’imponente opera che consente il trasporto del greggio canadese alle raffinerie del Golfo del Messico. Un progetto da 8 miliardi di dollari che rappresenta il pilastro della nuova era della politica energetica americana, ovvero quell’«America First Energy Plan» divenuto uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Il disco verde della Casa Bianca rappresenta un altro passo verso lo smantellamento dell’architettura politico-infrastrutturale di Barack Obama. Era stato l’expresidente a negare la firma al progetto a causa delle ricadute sul piano ambientale, in linea con la dottrina ecologista della passata amministrazione. Un problema che non si pone invece Trump che ha ribaltato la decisione stabilendo che l’oleodotto, che doveva essere funzionante già dal 2012, si farà. E per di più utilizzando in parte l’acciaio americano e creando 13 mila posti di lavoro in due anni, come promesso da TransCanada, la società di Calgary che ha la gestione dell’appalto. Il progetto prevede la realizzazione del tratto di oleodotto che porta il petrolio dall’Alberta, in Canada, al Nebraska, dove sarà interconnesso a due altre struttura, una diretta verso l’Illinois e l’altra verso le raffinerie di Louisiana e Texas.

Fonte: La Stampa – Fra. Sem. (pag. 13)

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