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12/04/2018 - Pubblicato in news internazionali

I venti di guerra in Siria e le sanzioni americane contro la Russia continuano a pesare sui mercati. Ieri è da registrare l’impennata dei prezzi del petrolio, che hanno toccato i massimi dal dicembre 2014: il Wti è salito al 2% a 66,83 dollari al barile, il Brent dell’1,4% a 72,02. Mentre alla borsa di Mosca l’indice Moex denominato in rubli, ha ceduto il 2,3% e l’indice Rts ha perso lo 0,7%. A gettare benzina sul fuoco, è stato un tweet del presidente Trump con cui ha avvertito: “La Russia promette di abbattere tutti i missili sparati contro la Siria. Russia preparati, perché arriveranno missili belli, nuovi e intelligenti! Non dovreste essere partner di un animale chi uccide con il gas il suo popolo e si diverte!”. Secondo i dati del Dipartimento dell’Energia Usa, le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 428,638 mln di barili, in aumento di 3,306 mln di barili rispetto alla settimana precedente.

Fonte: MF – Marcello Bussi (pag. 5)

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