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Home Rassegna Stampa Il Tar sblocca i cantieri della Tap
21/04/2017 - Pubblicato in news nazionali

Ricorso respinto perché «si rivela infondato nel merito». A ventiquattrore dall’udienza, la terza sezione del Tar del Lazio deposita la sentenza con cui boccia l’impugnazione della Regione Puglia contro l’espianto degli ulivi nella zona del microtunnel del gasdotto Tap a Melendugno e spiana la strada al proseguimento dei lavori. Si tratta del terzo via libera che incassa il gasdotto. Al Tar si era rivolta la Regione per chiedere l’annullamento delle note del Ministero con cui rispondeva alla Regione e alla Prefettura di Lecce dichiarando che Tap è in regola con la prescrizione A44 e quindi può procedere allo spostamento temporaneo degli ulivi dall’area del cantiere al nuovo sito autorizzato. Essendo l’opera dichiarata infrastruttura strategica e di preminente interesse per lo Stato, per il Tar il Ministero dell’Ambiente resta titolare «di una facoltà di controllo» ai fini del decreto Via, anche sulla prescrizione relativa agli ulivi dove la Regione è «ente vigilante». Su questa prescrizione, si sottolinea, la Regione ha «rimesso la valutazione finale al Mattm», il quale ha appunto specificato che Tap è in regola. Inoltre il Tar evidenzia che «due articolazioni della stessa Regione Puglia», con provvedimenti del 6 e 9 marzo scorsi, «hanno concesso alla società Tap l’autorizzazione all’espianto delle 211 piante di ulivo oggetto della controversia». Alla Regione che ha eccepito che gli ulivi non si possono spostare perché il microtunnel del gasdotto, con la preliminare costruzione del pozzo di spinta, è oggetto di valutazione ambientale, il Tar, come già il ministero, fa presente che tutto questo attiene alla fase “1b”. «La sola rimozione degli ulivi e la realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del microtunnel» stanno invece nella “fase 0”, quella che si ritiene adempiuta.

Fonte: Il Sole 24Ore, Impresa&territori – Domenico Palmiotti (pag. 8)

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