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Home Rassegna Stampa Sussidi ambientali, fra tagli e retromarce tutte le voci sotto tiro
23/09/2020 - Pubblicato in news nazionali

In queste settimane il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato di voler rincarare l’accisa del gasolio per modificare il prezzo e rendere il diesel più costoso della benzina, perché ritenuto un sussidio dannoso per l’ambiente il divario con l’accisa della benzina. Non c’è solo questo. Sono stati classificati in 19,8 miliardi l’anno i sussidi che danneggiano l’ambiente. Sono risorse importanti che il Governo vuole trasformare in parte in aiuti verdi. Secondo i diversi criteri di classificazione, le imprese ne godono per 3,8 miliardi e le famiglie per 2,8 miliardi l’anno. Il Presidente del Consiglio, Conte, ha inserito il dossier dei sussidi nel piano di rilancio del Paese presentato il 9 settembre. Nel frattempo il ministro dell’Ambiente ha deciso di rincarare l’accisa che penalizza il gasolio, portandola allo stesso livello del peso fiscale sulla benzina. Insieme a quest’ultima, il ministro vuole togliere altre agevolazioni dannose per l’ambiente: le accise meno fameliche sul metano auto-consumato sui giacimenti di gas, sul Gpl industriale, sul gas dei grandissimi consumatori, su combustibili e carburanti usati dalle forze armate. Il Piano energia e clima ha elencato i sussidi che in via teorica il Governo vorrebbe eliminare, in parte diversi da quelli proposti dal ministro Costa. Tra questi figurano i sussidi sul gas dei grandi consumatori industriali (60,9 milioni). Altri sussidi contestati dal Piano clima: l’Iva agevolata su elettricità e gas delle aziende (1,4 miliardi). Tra i sussidi ci sono quelli per siderurgia e ceramica, come le agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia elettrica (626 milioni) e gli aiuti alle imprese a rischio di carbon leakage.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Jacopo Giliberto (pag. 13)

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