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Home Rassegna Stampa Non solo Tap: il gas dell’Est all’assalto della Puglia
16/01/2019 - Pubblicato in news nazionali

Non si è ancora sopita la polemica contro il Tap, che già si profilano altri gasdotti in Puglia. Tre quelli previsti, due dichiarati di interesse comunitario dall’Ue (PCI) e beneficiari di fondi europei. Oltre al Tap, è previsto l’arrivo del Poseidon a Otranto. Avrà una portata di 15 miliardi di metri cubi di gas annui. Il progetto risale al 2002. Connette la Grecia all’Italia ed è la prosecuzione di Eastmed, il più grande gasdotto sottomarino proveniente da Israele. A sponsorizzarlo è stato Matteo Salvini, durante la visita a Tel Aviv. L’Ue ha già investito 100 milioni per lo studio di fattibilità. Realizzerò l’opera Igi Poseidon, per metà di Edison e per metà di Depa, l’azienda statale greca in procinto di essere privatizzata. I lavori dovrebbero partire a giugno 2019 e finire nel 2021. I gasdotti, però non finiscono qui. Nel 2017 il governatore Michele Emiliano lanciò, come alternativa al Tap, il gasdotto Eagle Lng del gruppo Falcione: una nave-rigassificatore in Albania e un gasdotto sottomarino fino a Lendinuso (Brindisi), con una portata di otto miliardi di metri cubi annui. Sul sito della società si legge che la Ue lo considera un progetto di interesse per la comunità dell’energia. Ma la Commissione nega. Emiliano oggi dubita che verrà realizzato e Snam dichiara di non esserne al corrente, mentre c’è chi vocifera che Taranto sia papabile come destinazione per il gasdotto dal giacimento scoperto da Eni in Egitto. Per la Puglia insomma si prospetta un futuro a tutto gas.

Fonte: Il Fatto Quotidiano – Maria Cristina Fraddosio (pag. 17)

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