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Home Rassegna Stampa I sequestri dei creditori mettono a rischio il petrolio dal Venezuela
12/05/2018 - Pubblicato in news internazionali

I mercati petroliferi sono distratti dalle sanzioni contro l’Iran, ma per l’offerta di greggio il rischio maggiore – o quanto meno il più imminente – dipende da quanto sta accadendo su un pugno di isole dei Caraibi. Il Venezuela ha perso l’accesso agli impianti di Pdvsa nelle ex Antille Olandesi: una serie di terminal per la lavorazione, lo stoccaggio e l’esportazione di greggio di cruciale importanza, senza i quali le forniture di Caracas – già crollate di 900mila barili al giorno in un paio di anni, a 1,5 milioni di bg – sono condannate a ridursi ulteriormente. Il rischio non è limitato al pignoramento del greggio. Dalle ex Antille Olandesi l’anno scorso è passato un quarto dell’export di Pdvsa. Inoltre le isole sono dotate di strutture adatte al trasferimento dei carichi sulle maxipetroliere, utili per le rotte più lunghe, come quelle verso la Cina: un Paese al quale Caracas è obbligata a inviare grandi quantità di combustibili, per ripagare il finanziamento per 19 miliardi di $. Il mercato, stimano diversi analisti, potrebbe perdere in tempi brevi 400-500mila barili al giorno, addirittura un milione di barili secondo Société Générale, visto che gli Usa minacciano di adottare nuove misure punitive anche contro il Paese sudamericano: volumi forse superiori a quelli che potremmo perdere (non subito, ma tra qualche mese) dall’Iran.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza & Mercati – Sissi Bellomo (pag. 21)

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