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Home Rassegna Stampa “Senza tagli all’Opec il prezzo del petrolio rischia nuove cadute
11/11/2016 - Pubblicato in news internazionali

Svanito l’«effetto Trump», il petrolio torna ad essere condizionaton dagli scenari sul vertice Opec di fine mese. A riportarvi l’attenzione è l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), che ha trasformato il suo bollettino mensile in un implicito appello a tagliare la produzione: se l’Organizzazione riuscirà a mettere in pratica gli accordi di Algeri il mercato «si sposterà molto rapidamente dal surplus al deficit nel 2017», scrive l’agenzia Ocse, ma se invece non ce la farà «c’è il rischio che i prezzi subiscano una nuova caduta». L’eccesso di offerta si protrarrà infatti per il terzo anno consecutivo e le scorte petrolifere - che da agosto hanno finalmente cominciato a calare – torneranno ad accumularsi. L’avvertimento, sommato al nuovo aumento delle scorte che si è in effetti visto negli Stati Uniti, ha riportato in ribasso le quotazioni delbarile: il Brent ha chiuso a 45,84$ (-1,1%), il Wti a 44,66 $ (-1,4%). «Non possiamo predire l’esito del vertice del 30 novembre – afferma l’Aie - ma ci rendiamo conto delle dimensioni della sfida». A ottobre, il mese successivo al vertice di Algeri, la produzione mondiale di greggio è infatti cresciuta di ben 800 mila barili al giorno. E i maggiori responsabili dell’incremento sono proprio l’Opec e il suo potenziale maggior alleato, la Russia.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza&mercati – Sissi Bellomo (pag. 38)

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