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Home Rassegna Stampa Sen: cosa non ha funzionato, come migliorarla
13/03/2017 - Pubblicato in news nazionali

Al convegno “Proposte per la nuova Strategia Energetica Nazionale”, organizzato da Agici e Accenture a Milano il 2 marzo, si è registrato il totale accordo dei relatori sull'inefficacia della Strategia Energetica Nazionale (Sen) 2013. In apertura, Danilo Troncarelli ha presentato uno studio di Accenture, in base al quale la Sen 2013 ha centrato solo uno dei suoi obiettivi, quello sull'impatto ambientale, consistente nel superamento degli obiettivi ambientali del «Pacchetto 20-20-20» e nell'assunzione di un ruolo-guida nella «Roadmap 2050» di decarbonizzazione europea. Il risultato è stato raggiunto grazie ad incentivi, che tuttavia hanno comportato alti costi, ed al calo dei consumi dovuto alla crisi economica. Qualche miglioramento si è registrato nella sicurezza dell'approvvigionamento / riduzione della dipendenza dall'estero e nella competitività (ossia nella riduzione del costo dell'energia), ma l'obiettivo dell'allineamento ai prezzi europei è ancora lontano. E' infine ritenuto fallito il quarto obiettivo, quello di favorire la crescita economica attraverso lo sviluppo del settore energetico: in esso l'industria nazionale non si è affermata, mentre gli investitori stranieri si sono allontanati. Lo studio riporta esempi di come anche a livello europeo le idee vengano da startup; le grandi utilities arrivano dopo. Un tema in cui possono essere raggruppate alcune cause dell'insuccesso della Sen, addotte dagli intervenuti, è la sua incapacità di scendere in dettaglio. Secondo Troncarelli la Sen non ha lavorato perché alle slide non è seguito nulla: non basta un indirizzo o “visione”, occorre pianificazione in tutte le fasi. Carlo Montella (Orrick) ha riassunto i bruschi cambiamenti delle politiche energetiche in Italia. Prima il deficit energetico degli anni '90 ha portato al decreto “sblocca-centrali” e quindi alla diffusione di centrali a ciclo combinato; ma la speculazione ha superato la programmazione, dando luogo ad un esubero di capacità produttiva. In seguito, la preoccupazione per l'ambiente ha portato al protocollo di Kyoto e quindi alla diffusione delle Fer grazie ad un sistema di incentivi. Quest'ultimo ha però introdotto distorsioni, a cui sono seguiti rimedi peggiori dei mali, con “stop & go” al quadro regolatorio quali lo “spalmaincentivi”.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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