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Home Rassegna Stampa Scorte petrolifere in rapida discesa grazie a Europa e Usa
14/09/2017 - Pubblicato in news internazionali

Altro che fine del petrolio. La domanda – al traino non dei Paesi emergenti, bensì di Europa e Stati Uniti – è cresciuta del 2,4% nel secondo trimestre a ligello globale, ossia di ben 2,3 milioni di barili al giorno, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie): un balzo che non si verificava  da due anni e che sta contribuendo in modo significativo allo smaltimento delle scorte in eccesso. Nei Paesi Ocse quelle di prodotti raffinati sono ormai quasi in linea con la media degli ultimi 5 anni, il riferimento che l’Opec ha scelto come obiettivo dei tagli: il surplus a fine luglio era di appena 35 milioni di barili e l’Aie prevede che «molto presto», complice anche l’uragano Harvey, possa sparire del tutto. Quanto agli stock di greggio, sono rimasti «invariati a 3 miliardi di barili in luglio, quando normalmente aumentano». «I mercati petroliferi hanno iniziato a riequilibrarsi», afferma l’Agenzia, pur prevedendo una che il prezzo del barile si riprenderà solo in modo «molto modesto». Le statistiche settimanali dagli Usa, aggiornate ieri, confermano la tendenza, anche se sono fortemente influenzate dall’effetto uragani, che ha costretto alla chiusura di numerose raffinerie in Texas e Louisiana. Con gli impianti che lavoravano al 77,7% della capacità operativa, il minimo da nove anni a questa parte, e i trasporti di carburante ostacolati dal blocco di pipeline e terminal marittimi, gli americani hanno dato fondo alle scorte. Per contro gli stock di greggio sono aumentati di 5,9 mb. I giacimenti non sembrano infatti aver subito danni e stanno tornando in funzione rapidamente: la produzione di greggio Usa è già risalita a 9,4 mbg, dagli 8,8 mbg della settimana precedente.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 38)

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