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Home Rassegna Stampa Sanzioni all’Iran: petrolio alle stelle e fuga d’imprese
08/08/2018 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

A inizio luglio Donald Trump si era lamentato con l’Opec per i prezzi troppo altri del petrolio. Un mese più tardi, a spingere le quotazioni del greggio sono proprio le decisioni del presidente americano. Gli Usa hanno reintrodotto parte delle sanzioni contro l’Iran che erano state sospese dopo l’accordo sul nucleare del 2015. Fra le produzioni colpite, non figura l’oro nero persiano la cui esportazione sarà vietata dal 5 novembre. Ma questa prospettiva è bastata per far salire il barile Wti oltre i 69 dollari, ai massimi da fine giugno. Significativo anche il rialzo del Brent che ha superato ieri i 74 dollari.  Gli investitori temono che Teheran non riesca a trovare sbocchi per la sua produzione di petrolio né in Cina né in Europa, come qualche analista aveva suggerito nei mesi scorsi. In un tweet, ieri Trump ha avvertito che “chiunque faccia affari con l’Iran non li potrà fare con gli Sati Uniti”. La posta in gioco è alta anche per l’Italia che vende 50 miliardi di dollari di merci in Usa, 1,7 in Iran.

Fonte: MF – Francesco Bertolino (pag. 8)

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