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Home Rassegna Stampa Il russo Fridman torna nel Mare del Nord
15/10/2015 - Pubblicato in news internazionali

Come in una porta girevole. Il miliardario russo Mikhail Fridman in soli tre giorni è riuscito ad uscire e a rientrare nelle estrazioni petrolifere del Mare del Nord. “Scacciato” dai britannici, il suo fondo d’investimento LetterOne stavolta ritorna in acque norvegesi, ma sempre con l’aiuto dei tedeschi, che di recente sembrano aver rafforzato i legami con Mosca, soprattutto in campo energetico. L’operazione di ieri è con E.On, che per 1,6 miliardi di dollari ha ceduto a Fridman una serie di licenze di esplorazione e produzione di petrolio e gas in Norvegia. Lo scorso aprile era stata invece Rwe a cedergli la sua divisione upstream, la Dea, sollevando dure reazioni da parte di Londra. Il Governo britannico non aveva gradito il passaggio in mani russe di giacimenti di gas in grado di soddisfare l’8% del fabbisogno nazionale e aveva imposto che gli asset fossero ceduti nel giro di sei mesi (la giustificazione ufficiale era il rischio che nuove sanzioni contro la Russia compromettessero la sicurezza energetica della Gran Bretagna). L’acquirente è stato trovato domenica, a ultimatum quasi scaduto: si tratta del gruppo petrolchimico svizzero Ineos, che evidentemente fa meno paura, visto che già possiede l’unica raffineria di petrolio scozzese, quella di Grangemouth. Il ricavato è inferiore alle attese: 750 milioni di $ secondo indiscrezioni, contro una valutazione di 1,1 miliardi da parte di LetterOne.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 36)

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