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Home Rassegna Stampa Rissa sulle riserve di gas a Cipro
18/06/2019 - Pubblicato in news internazionali

Al largo di Cipro la tensione è alta. Il dipartimento di Stato Usa segue da vicino l’evolversi della situazione e ha già inviato dei rinforzi nella zona. Il pomo della discordia sono le riserve di gas dei fondali marini cirprioti. Alcuni consorzi, che comprendono l’americana ExxonMobil, la francese Total, l’italiana Eni e Qatar Petroleum, hanno iniziato a trivellare i differenti blocchi delimitati nella Zona economica esclusiva di Cipro. Otto campagne di perforazione sono programmate entro la fine dell’anno. L’obiettivo dell’isola è quello di diventare un punto di passaggio e raccolta del gas israeliano, che poi, assieme alla produzione locale, potrebbe essere rispedito verso la Grecia e l’Europa occidentale attraverso il futuro gasdotto EastMed. Tutto potrebbe procedere sotto i migliori auspici se non fosse per Ankara. La Turchia rivendica una parte dei fondali marini ciprioti, e nei giorni scorsi ha fatto una vera e propria dimostrazione di forza, dispiegando 131 navi militari, 57 aerei e 33 elicotteri tra Mediterraneo, Mar Nero, e Mar Egeo. Ciliegina sulla torta, Cipro ha deciso di concedere a Total, senza gara di offerta, alcuni blocchi non ancora attribuiti. Lo scorso anno, il gruppo petrolifero francese non ha esitato a effettuare perforazioni nel blocco 11, un’area nel mirino della Turchia. Infine Eni ha deciso di riprendere le perforazioni del blocco 3, insieme a Total, che si atteggia a garante diplomatico della regione, ma spera, come tutti, che la Turchia non passi dalle parole ai fatti.

Fonte: Italia Oggi – Andrea Brenta (pag. 14)

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