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Home Rassegna Stampa Rigassificatori, Croazia batte Italia
07/05/2017 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Sui rigassificatori la Croazia batte l’Italia. Mentre Trieste ha perso il progetto di costruire un terminale a Zaule, bocciato da motivi ambientali e bloccato dall’opposizione dei vicini di casa cioè sloveni e – guardacaso– croati, il Governo di Zagabria ha ottenuto due co-finanziamenti europei cospicui, 102 milioni, per costruire nell’Alto Adriatico un rigassificatore sull’isola di Veglia (in croato Krk), nel golfo del Carnaro di fronte a Fiume (Rijeka) e all’Istria. L’obiettivo è uscire dalla servitù del monopolio russo nel metano. Ancora: altri 40,5 milioni di finanziamento sono stati garantiti da Bruxelles per la realizzazione del progetto croato-sloveno di miglioramento del sistema di trasporto dell’energia elettrica in alta tensione denominato Sincro Grid. In tutto, nei mesi scorsi, la Commissione Ue ha approvato 18 progetti energetici europei per 444 milioni finanziati dal fondo europeo Connecting Europe Facility, fra i quali l’unico che coinvolge in qualche misura l’Italia riguarda un piccolo finanziamento per studi archeologici lungo il tratto greco del gasdotto internazionale Tap che arriverà in Puglia. Non basta. La Croazia sta inoltre studiando un grande metanodotto per collegarsi alla parte balcanica del gasdotto Tap, opera contestata in Puglia dai comitati nimby: il progetto prevede una condotta lunga più di 500 chilometri del costo stimato sui 620 milioni che, allacciandosi al Tap in Albania, porti fino a Spalato il metano dell’Azerbaigian.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Jacopo Gilberto (pag. 7)

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