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Home Rassegna Stampa Primi segni di disgelo tra Opec e shale oil
05/12/2017 - Pubblicato in news internazionali

Opec e shale oil stanno facendo pace. Il segretario dell’energia Usa Rick Perry, in visita in Arabia Saudita si è lasciato andare a commenti benevoli sulla proroga dei tagli di produzione decisa la settimana scorsa: le compagnie petrolifere americane potranno prendere le proprie decisioni in uno scenario di stabilità dei prezzi e sapranno reagire alla prevedibilità del mercato. Diversi esponenti dell’industria dello shale oil, all’indomani del vertice Opec, sono stati ben più espliciti. “Se nei prossimi mesi i produttori Usa aumenteranno ancora il numero delle trivelle mi aspetto un nuovo crollo dei prezzi entro la fine del 2018” ha dichiarato il ceo di Pioneer Resourcers, Scott Sheffield. Il segretario dell’energia Perry è stato ricevuto dal principe ereditario Mohammed bi Salman con cui ha parlato di stabilità dei mercati energetici. Il ministro Kerry insieme alla sua controparte Al Falih ha siglato un memorandum d’intesa per una collaborazione su fonti rinnovabili e progetti per il sequestro della Co2. Una vera e propria collaborazione con l’Opec è fantascienza. Il segretario generale dell’Opec, Mohammed Barkindo aveva lanciato un appello ai frackers americani affinché contribuissero a frenare l’offerta di greggio.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 38)

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