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Home Rassegna Stampa Pipeline bloccate in Libia. Si fermano due giacimenti
29/03/2017 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Nuove difficoltà per l’industria petrolifera in Libia. Ieri la produzione di greggio si è ridotta di un terzo e si è fermata anche l’estrazione di gas a Wafa, giacimento operato dall’Eni che rifornisce l’Italia attraverso il gasdotto Green Stream. La dinamica degli eventi resta piuttosto confusa. All’origine di tutto sembra esserci il blocco di due pipeline, provocato secondo fonti del Sole 24 Ore da una protesta di lavoratori per ritardi nel pagamento degli stipendi. Ma sono circolate indiscrezioni di stampa anche sulla presenza di gruppi armati. Sta di fatto che due giacimenti – Sharara, il più grande del Paese, operato dalla spagnola Repsol, e Wafa per l’appunto – hanno dovuto fermare la produzione, spingendo la National Oil Company (Noc) a dichiarare lo stato di forza maggiore sui carichi di greggio in partenza dai terminal di Zawiya e su quelli di condensati da Mellitah (questi ultimi vengono estratti con il gas a Wafa). Nella lettera con cui comunica la decisione ai clienti, filtrata alla Argus, la compagnia libica parla di «circostanze fuori dal nostro controllo e che non possono essere prevenute».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 28)

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