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Home Rassegna Stampa Petrolio, la sfida dell’Opec complicata dallo shale oil
12/05/2017 - Pubblicato in news internazionali

L’Opec ha dovuto rivedere i conti di fronte alla risalite dei volumi di produzione di greggio negli Stati Uniti, che sta avvenendo con rapidità; l’Organizzazione ha alzato di oltre il 60% la stima sulla crescita della produzione concorrente, portandola a + 950mila barili al giorno dai 580mila attesi un mese fa.

Le condizioni del mercato petrolifero, che ha appena cominciato a riequilibrarsi, stanno prendendo una brutta piega per l’Opec. In vista del vertice del 25 maggio, lo storico dilemma che affligge l’Opec è diventato ancora più impegnativo: se continua a chiudere i rubinetti, com’è orientato a fare, il gruppo rischia di incoraggiare ulteriormente la concorrenza.

Per ora l’Opec sembra aver scelto la proroga dei tagli, almeno per sei mesi. La coalizione inoltre potrebbe allargarsi ad altri produttori non Opec: il Turkmenistan avrebbe già promesso di unirsi, secondo indiscrezioni raccolte dalla Reuters, anche se la sua adesione è simbolico in quanto estrae solo 250mila bg. L’Egitto parteciperà invece ai lavori del vertice di Vienna, ma solo come osservatore.

Fonte: Il Sole 24 Ore Finanza & Mercati (pag. 28)

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