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Home Rassegna Stampa Petrolio, scorte Usa in calo ma i prezzi restano deboli
31/08/2017 - Pubblicato in news internazionali

Le quotazioni del petrolio restano deboli nonostante l’ennesimo calo (più precisamente il nono di fila) delle scorte Usa. L’attenzione degli operatori infatti resta catalizzata sull’evolversi del tropical storm Harvey sulle coste del Texas e della Louisiana, dove moltissime raffinerie hanno sospeso l’attività (al momento circa il 23% della capacità Usa di raffinazione è ferma) riducendo così la domanda di greggio e soprattutto la disponibilità di benzine, i cui prezzi negli Usa stanno accelerando vistosamente. Quanto al petrolio, come detto, il calo della domanda dalle raffinerie, sta tenendo sotto pressione i prezzi. Il Nordamericano Wti, dopo aver toccato un minimo di 45,84 dollari al barile, è risalito attorno ai 46,5 dollari, appena sopra ai livelli di martedì. Il Brent invece è stato scambiato attorno ai 51,40 dollari, oltre un punto percentuale in meno sulla seduta precedente. A sostenere i prezzi evidentemente non sono bastate le ultime stime sulle scorte Usa pubblicate dal Dipartimento Usa per l’Energia: quelle di petrolio sono scese di 5,392 milioni di unità a 457,773 milioni di barili. Si tratta del nono calo settimanale di fila. A poco sembrano essere servite le ultime notizie giunte dalla Libia, dove la perdite produttive conseguenti alle proteste che stanno bloccando giacimenti, oleodotti e porti sono salite a 360mila barili al giorno per una perdita, in fatto di mancate vendite di circa 160 milioni di dollari. Tanto che la compagnia statale Noc, ha definito la situazione «una tragedia nazionale».

Fonte: Il Sole 24 Ore Finanza & Mercati – B.Ce. (pag. 30)

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