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Home Rassegna Stampa Petrolio in ripresa, ma tra Riad e Mosca l’alleanza è a rischio
20/02/2019 - Pubblicato in news internazionali

L’asse petrolifero tra Russia e Arabia Saudita inizia a scricchiolare. Le quotazioni del greggio dopo l’ennesimo crollo a fine 2018 sono di nuovo in recupero e il Brent ora scambia sopra 66 dollari al barile, ai massimi da tre mesi. Ma per Mosca e Riad tenere in piedi l’alleanza sta diventando sempre più difficile, nonostante le rassicurazioni offerte al mercato. La scorsa settimana Khalid Al Falih, ministro saudita dell’Energia, ha ribadito al Financial Times che Riad intende investire nel gas liquefatto in Russia. Nella stessa intervista il ministro ha mandato messaggi importanti relativi ai mercati petroliferi e alla relazioni con Mosca, segnalando che a marzo l’Arabia Saudita ridurrà la sua produzione di greggio ad appena 9,8 milioni di barili al giorno, dal record storico di 11,09 mbg di novembre, mentre l’export scenderà a 6,9 mbg (da 8,2 mbg). I sauditi sono già andati oltre i tagli promessi, estraendo solo 10,2 mbg a gennaio. Mosca invece non si sta mostrando rigorosa come in passato: doveva ridurre di 230mila bg, sia pure “gradualmente” ma ha tagliato meno di 50mila (troppo poco rispetto alle promesse). Un passo indietro da parte di Mosca affosserebbe del tutto il progetto di trasformare l’Opec Plus in un organismo stabile.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag.16)

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