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Home Rassegna Stampa Petrolio, riparte Kashagan il giacimento dei record
15/10/2016 - Pubblicato in news internazionali

Dopo la falsa partenza del 2013, Kashagan ha finalmente riavviato la produzione. Il giacimento kazakho - uno dei più grandi, complessi e travagliati nella storia dell’industria petrolifera - ha esportato ieri un primo carico di greggio: circa 200mila barili sono stati immessi negli oleodotti, di cui grosso modo un terzo nella Caspian Pipeline, che porta verso il terminal sul Mar Nero di Novorossiysk, dunque verso l’Europa. Si trattava di un appuntamento atteso, non senza trepidazione. Da settimane i tecnici stavano testando gli impianti, dopo le impegnative riparazioni che si erano rese necessarie tre anni fa, quando una falla in una conduttura aveva costretto a fermare la produzione a sole due settimane dall’avvio. I problemi, a dispetto dell’ottimismo iniziale, hanno richiesto la sostituzione integrale di quasi 200 km di tubi, con un aggravio stimato di 4 miliardi di dollari per il consorzio che sviluppa il giacimento, di cui fa parte anche l’Eni (la sua quota è del 16,81%, pari a quelle di ExxonMobil, Shell e Total, mentre la locale KazMunayGas ha il 16,88%, Cnpc l’8,33% e Inpex il 7,56%).Il costo complessivo di Kashagan - investimento approvato ben prima del crollo del petrolio - è arrivato a superare 50 miliardi di dollari: una cifra record, lievitata nel corso degli anni a causa di un’infinita serie di complicazioni, che hanno anche allungato i tempi di sviluppo di oltre dieci anni rispetto ai programmi iniziali. Il progetto, che Eni definisce «uno dei più complessi e sfidanti realizzati a livello mondiale», presentava oggettivamente enormi difficoltà, legate in gran parte al clima estremo, all’alta pressione dei flussi e alla presenza di gas tossici associati al petrolio.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e Mercati – Sissi Bellomo (pag. 31)

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