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Home Rassegna Stampa Petrolio, positivo l’accordo Opec ma restano dubbi sulla fattibilità
01/10/2016 - Pubblicato in news internazionali

L’appuntamento è rimandato il 30 novembre a Vienna. Solo allora si saprà se l’Opec farà sul serio, concretizzando il complesso taglio produttivo annunciato mercoledì, oppure se prevarranno le divisioni in seno al Cartello. Per ora la fiammata dei prezzi del petrolio, saliti mercoledì del 6% dopo l’annuncio dell’Opec, sembra si stia esaurendo (in settembre comunque il barile è rincarato in media di oltre il 7%). L’eccesso di offerta che da due anni e mezzo sta soffocando le quotazioni, è ancora una volta il grande incubo di chi, come molti Paesi Opec, vorrebbero vedere i prezzi riprendersi senza tuttavia compiere sacrifici eccessivi e perdere quote di mercato. In verità l’annuncio fatto dall’Opec mercoledì sera aveva sorpreso il mondo. Era dal 2008 che non decideva un taglio produttivo. “Quello che è successo in Algeri è un fatto molto importante perché erano due anni che l’Opec non riusciva a prendere una decisione insieme, un segnale verso una maggiore coesione, qualcosa è cambiato. Nel futuro vedo l’Opec che potrebbe riacquistare un ruolo nella stabilizzazione dei prezzi. C’è stato un taglio di 700mila barili al giorno e c’era uno squilibrio di 700mila barili, direi che siamo in equilibrio. Un fatto molto positivo”, ha dichiarato Claudio Descalzi, ad di Eni nel corso di una conferenza stampa. Entrando nei dettagli dell’accordo vengono tuttavia a galla una serie di incognite. Per il semplice fatto che i dettagli non ci sono. Tutto è rimandato al 30 novembre. L’impressione è che la maggior parte degli operatori non siano convinti che l’accordo dell’Opec possa concretizzarsi con un taglio, e anche qualora fosse approvato, le probabilità che finisca in una correzione marginale, quanto ininfluente, non sono così basse.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Finanza & Mercati – Roberto Buongiorno (pag.25)

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