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Home Rassegna Stampa Petrolio: Opec e alleati decisi a proseguire i tagli
25/05/2017 - Pubblicato in news internazionali

Almeno una cosa sembra certa: l’Opec e i suoi alleati non riapriranno i rubinetti a luglio. La produzione di petrolio continuerà ad essere limitata, nella speranza che prolungare i sacrifici sia sufficiente per rimuovere finalmente le scorte in eccesso. Ma a Vienna, alla vigilia del vertice dell'Organizzazione, la discussione resta quanto mai aperta. Al di là della sbandierata unità di intenti, infatti, non tutti i Paesi della coalizione Opec-non Opec sono d'accordo sulla necessaria durata, né sull’entità dei tagli produttivi.«Tutte le opzioni sono sul tavolo» ha dichiarato il ministro del Kuwait Essam Al Marzouq, non escludendo la possibilità di una proroga di ben dodici mesi e magari anche un’ulteriore riduzione dell'output. In realtà c’è anche chi tira al ribasso: l’iraniano Bijan Zanganeh ha parlato di una proroga di «tre, sei o nove mesi», anche se ha poi aggiunto che Teheran «non vuole ostacolare il consenso» e quindi «andrà con la maggioranza». Sono poi circolate voci, sempre più insistenti, su ipotesi di compromesso, come la formula 6+3, ossia sei mesi di proroga, più tre opzionali, con revisione a dicembre al prossimo vertice Opec. Oppure – come ha suggerito in serata il ministro russo Alexander Novak, complicando ulteriormente il quadro – la proroga potrebbe essere di nove mesi con opzione per altri tre, per arrivare appunto ai 12 mesi di cui parlavano, all’inizio isolati, i kuwaitiani. In realtà l’esito più probabile del vertice di oggi è che il taglio produttivo rimanga di 1,8 milioni di barili al giorno, o al massimo aumenti leggermente, con qualche nuovo ingresso nella coalizione da parte di produttori minori: gli unici ad aver manifestato interesse sono il Turkmenistan e la Guinea Equatoriale, che punta addirittura a entrare nell’Opec, mentre la Norvegia, che giorni fa i sauditi avevano citato come potenziale alleata, ha ufficialmente smentito.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 32)

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