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Home Rassegna Stampa Petrolio in caduta con le Borse e ora la domanda sta frenando
12/10/2018 - Pubblicato in news internazionali

Il petrolio non poteva uscire indenne dalla tempesta che sta investendo i mercati finanziari. Per il secondo giorno consecutivo le quotazioni del barile hanno subito ribassi superiori al 2%, una sequenza che non si era più verificata da luglio: il Brent ieri ha toccato un minimo di 80,69 dollari, il Wti è sceso fino a 71,08 dollari. L’allarme sulle forniture israeliane incombe tutt’ora sul mercato. Ma stanno entrando in gioco anche fattori di debolezza, che se non hanno demolito ancora gli scenari rialzisti, stanno comunque cominciando ad appannare l’umore degli investitori. In generale è la domanda globale che comincia a preoccupare. Il segretario dell’Opec, Mohammed Barkindo, comincia addirittura a paventare la possibilità di un surplus di greggio nel 2019. Con la domanda in frenata e la produzione non Opec che si espande ancora a un ritmo vigoroso, l’Opec prevede però di veder crollare la richiesta per il suo greggio di ben 900mila bg nel 2019, in pratica l’equivalente dell’intera produzione di Qatar e Congo. In realtà è ben possibile che la domanda rallenti maggiormente di quanto non si pensi. Le economie emergenti stanno soffrendo sempre di più, anche a causa del caro petrolio.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 18)

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