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Home Rassegna Stampa Petrolio Brent oltre 60 dollari. È la prima volta da due anni
28/10/2017 - Pubblicato in news internazionali

Per la prima volta da due anni il petrolio è tornato a superare 60 dollari al barile. È stato il Brent a varcare la soglia psicologica, spingendosi – dopo vari tentativi andati a vuoto – fino a 60,53 dollari, un record da luglio 2015. Il Wti è invece salito fino a 53,93 $, massimo dai primi di marzo. Le quotazioni del greggio sono in forte ascesa da oltre tre mesi, grazie ai numerosi segnali di un miglioramento dei fondamentali di mercato. Più di recente il rally è stato alimentato anche dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, anche se il cessate il fuoco siglato ieri tra l’Iraq e le forze dell’autonomia curda non ha interrotto i rialzi di prezzo. Le scorte petrolifere stanno calando da mesi a un ritmo che sta accelerando, per effetto di una domanda robusta e dei tagli di produzione effettuati dall’Opec e dai Paesi alleati, che dovrebbero proseguire fino al termine del 2018. Su quest’ultimo punto, considerato cruciale per consentire lo smaltimento del surplus, gli investitori sono stati rassicurati dai due pesi massimi della coalizione, l’Arabia Saudita e la Russia: sia il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman che il presidente russo Vladimir Putin nei giorni scorsi hanno appoggiato apertamente l’ipotesi di una proroga di altri nove mesi per i tagli, oltre l’attuale scadenza di fine marzo. Sembra tuttavia che siano stati soprattutto fattori tecnici e valutari ad offrire al petrolio lo slancio decisivo per superare la soglia dei 60 dollari. Il dollaro in particolare ha fatto una rapida marcia indietro dopo indiscrezioni diffuse da Bloomberg sulla successione al vertice della Federal Reserve: il presidente Usa Donald Trump, secondo fonti dell’agenzia, sarebbe incline a nominare Jerome Powell, una scelta in continuità con l’approccio graduale di Janet Yellen al rialzo dei tassi di interesse. Anche il rendimento dei Treasuries a 10 anni è calato repentinamente in reazione al rumor, perdendo fino a 4 basis point (al 2,42%).

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 27)

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