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Home Rassegna Stampa Petrolio a 85 dollari. Da russi e sauditi produzione record
04/10/2018 - Pubblicato in news internazionali

Attraverso un complesso intrecci di relazioni i tre colossi mondiali dell’energia – Stati Uniti, Russia e Arabia Saudita – stanno cercando di manovrare il mercato del petrolio, mentre le quotazioni del barile viaggiano al record da 4 anni, sopra 85 dollari per Brent. La produzione di greggio della Russia è salita a 11,70 milioni di barili al giorno a settembre, un nuovo record post-sovietico. Da giugno, quando con l’Opec ha deciso di fare marcia indietro sui tagli produttivi, Mosca ha messo sul mercato altri 400mila bg e ora che le forniture dell’Iran stanno crollando è pronta ad offrire altri 200-300mila. L’Arabia Saudita è arrivata a pompare 10,7 mbg, il massimo da novembre 2016. I ministri dell’Energia dei tre Paesi si sono incontrati più volte nella prima metà di settembre e secondo le fonti dell’agenzia il saudita AL Falih e il russo Alexander Novak avrebbero garantito a Washington un ulteriore aumento della produzione Opec-non Opec da 500mila bg. Il piano è pero riuscito solo a metà: alla riunione di Algeri del 23 settembre Mosca e Riad non sono riuscite a far convergere gli altri Paesi della coalizione e l’annuncio – che forse avrebbe potuto frenare il rally del petrolio – è saltato. Il prezzo ha continuato a correre e anche ieri Bret e Wti hanno aggiornato i r record, rispettivamente a 85,90 e 76,13$/barile.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 16)

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