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Home Rassegna Stampa Petroli: un decreto di Renzi ha trivellato i poteri delle Regioni
30/01/2018 - Pubblicato in news nazionali

Un decreto arrivato sei mesi dopo il referendum sulle trivelle che, con un colpo di mano e nel silenzio, ha annullato le ‘forti intese’ tra Regioni e governo necessarie per prendere decisioni sulle estrazioni petrolifere e sulla gestione delle raffinerie, come quella di Taranto. Grazie ad una modifica introdotta dal governo Renzi, gli enti locali possono essere sostituiti in qualsiasi momento e su qualsiasi tema dall’esecutivo. Strategico o meno, che siano d’accordo o meno. In dicembre, il Consiglio dei Ministri, su proposta del premier Gentiloni ha dato il via libera al procedimento sulla richiesta dell’Eni di adeguamento delle strutture di logistica della raffineria di Taranto ‘in considerazione delle grande rilevanza strategica dell’opera per le politiche energetiche nazionali’. Un’autorizzazione concessa mediante il superamento della mancata intesa con la Regione Puglia. Nonostante il diniego del governatore Emiliano, Total potrà proseguire con il progetto che prevede di stoccare nella raffineria Eni di Taranto il greggio estratto a Tempa Rossa, in Basilicata. Gentiloni ha deliberato a Roma senza la presenza del governatore della Puglia. La legge che riguarda la Conferenza dei servizi, prevede la necessità di un’intesa forte con le Regioni, ossia un lungo iter fatto di discussioni, confronti, proposte, tavoli e incontri. Il governo era stato incaricato di rivedere la disciplina della Conferenza dei servizi, con l’obiettivo di rendere tutto più veloce e scorrevole. E invece ne ha approfittato per ridurre la forte intesa con le Regioni alla stregua di un mero parare che può comunque essere ignorato.

Fonte: Il Fatto Quotidiano – Virginia Della Sala (pag. 8)

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