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Home Rassegna Stampa E per l’oro e il petrolio prospettive positive
24/05/2017 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Gli investitori europei continuano a incrementare nei portafogli la loro esposizione alle materie prime. In base ai dati disponibili, nel primo trimestre 2017 gli investimenti in etf specializzati sulle commodity sono ammontati a 1,3 miliardi di dollari, una cifra che si avvicina all’intero controvalore investito nel 2016 (pari a 1,8 miliardi di dollari), che peraltro è stato un anno molto positivo per quanto riguarda le materie prime. Per David Donora, responsabile materie prime di Columbia Threadneedle Investments, stanno emergendo diversi fattori favorevoli al rialzo delle quotazioni. Tra le principali, l’esperto indica il tetto alla produzione del petrolio da parte dei paesi Opec (e anche non Opec come la Russia), gli scioperi nelle maggiori miniere di rame del mondo e il rafforzamento della crescita a livello globale. Per Donora le prospettive più positive riguardano i metalli di base ma anche le quotazioni del greggio dovrebbero riprendere la strada del moderato rialzo nei prossimi mesi. A questo proposito, gli analisti di Ubs specializzati sulle materie prime ritengono che i tagli alla produzione possano causare una netta riduzione delle scorte di greggio dei Paesi Ocse, mantenendo alti i prezzi. I professionisti di Ubs si aspettano che il Brent registri un recupero sopra 60 dollari il barile a 3 mesi, mantenendosi stabile su questo livello a 6 mesi, per poi scendere a 57 dollari il barile a 12 mesi a causa della ripresa della produzione di shale oil statunitense e dell’aumento dell’offerta dei Paesi Opec.

Fonte: Il Giornale – L.Co. (pag. 43)

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