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Home Rassegna Stampa Opec Plus ancora divisa sulla durata dei tagli
30/11/2017 - Pubblicato in news internazionali

I tagli alla produzione di petrolio continueranno anche dopo il mese di marzo. Ma a poche ore dal vertice che riunirà i ministri dell’Opec e dei Paesi alleati non ci sono altre certezze. Il Comitato congiunto di monitoraggio sui tagli – un organismo ristretto, di cui fanno parte anche i protagonisti principali della coalizione, l’Arabia Saudita e la Russia – non è riuscito ad accordarsi su una proposta univoca da sottoporre al voto (che dovrà essere unanime, secondo lo statuto dell’Opec, per tradursi una decisione ufficiale). L’estensione dei tagli produttivi fino al termine del 2018, che fino a poco tempo fa il mercato dava per scontata, è solo «una delle raccomandazioni», ha riferito il ministro del Kuwait, Issam Al Marzouq, che presiede il Comitato. Sul tavolo ci sono ancora almeno due soluzioni alternative: una proroga più breve – di sei mesi anziché nove, come vorrebbero i sauditi – e una proroga di nove mesi, ma con revisione a giugno, al prossimo vertice Opec. L’ipotesi più verosimile è che l’esito sarà proprio quest’ultimo, anche se il mercato non lo digerirebbe facilmente. La Russia – che finora, contro ogni pronostico, si è dimostrata un alleato leale dell’Opec – ha manifestato in diverse occasioni di volere un accordo più flessibile, che riesca a seguire l’evoluzione dei fondamentali di mercato: la domanda di greggio, che ora cresce a un ritmo molto sostenuto, potrebbe afflosciarsi mentre un’offerta troppo ristretta rischia di surriscaldare eccessivamente il prezzo del barile, incoraggiando ancora di più le estrazioni di shale oil e in generale favorendo i concorrenti.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 52)

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