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Home Rassegna Stampa Nell’Oil&Gas l’imperativo è cambiare pelle
30/06/2020 - Pubblicato in news internazionali

Non ci sono soltanto le società americane dello shale oil ad accusare il colpo della crisi, basti pensare alle svalutazioni anticipate da BP, che potrebbero raggiungere 19,5 miliardi nel secondo trimestre. C’è anche la transizione energetica che incombe e che potrebbe rendere permanente la perdita di valore degli asset. In un’industria ciclica per definizione come quella dell’oil & gas molti esperti oggi sono convinti che la ruota si sia inceppata: la domanda di idrocarburi si riprenderà dopo l’impatto devastante del coronavirus, ma forse non completamente. E anche se i consumi a livello mondiale continuassero ad aumentare ancora per anni, le compagnie petrolifere ormai sanno che non basta più tenere duro fino al prossimo ciclo espansivo. Per prosperare (o nel caso dello shale per sopravvivere) bisogna probabilmente cambiare pelle: diventare produttori di energia a tutto tondo nel caso delle Major, investendo anche nelle rinnovabili, e diventare modelli di efficienza finanziaria nel caso delle società dello shale.

Fonte: Il Sole 24 Ore- Sissi Bellomo (pag. 13)

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