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Home Rassegna Stampa Nuovo tonfo del petrolio. Brent ai minimi da 3 mesi
17/07/2018 - Pubblicato in news internazionali

Le promesse dell’Opec non erano bastate a mettere un freno al rally del petrolio, ma il mercato ora cede all’evidenza dei fatti: nonostante i rischi per l’offerta non si siano dissipati, l’aumento delle forniture è diventato tangibile. E le quotazione del barile continuano a scendere. I ribassi della settimana scorsa, culminati mercoledì in un tonfo del 7% per il Brent, non sono stati un incidente isolato. Alimentate anche dalla nubi sempre più scure sul commercio e sull’economia globale, che fanno temere per i consumi, le vendite sono proseguite e la seduta di ieri ha registrato un nuovo scivolone di quasi il 5%, che ha portato il riferimento europeo ai minimi da 3 mesi, sotto 72$. Il Wti per agosto è intorno a 68$. Messa sotto pressione da Donald Trump, l’Arabia Saudita ha iniziato ad aprire i rubinetti del greggio prima ancora di attendere il verdetto del vertice Opec, pompando 459mila barili al giorno in più a giugno. Le cifre ufficiali indicano che Riad ha estratto 10,489 mbg lo scorso mese, ben oltre la quota assegnata di 10,058 mbg. E lo sforamento è destinato a crescere: Saudi Aramco non solo ha ridotto i prezzi di listini, ma secondo Bloomberg sta offrendo forniture aggiuntive per agosto in Asia con un’esibizione di forza che acutizza la contrapposizione con l’Itan. Teheran ieri ha divulgato il testo di due lettere di protesta che il ministro del petrolio Zanganeh ha inviato al suo omologo saudita Al Falih, che presiede il comitato di monitoraggio Opec-non Opec sui tagli produttivi, e all’emirati Al MAzzrouei, presidente di turno dell’Opec. In entrambe si fa riferimento agli impegni assunti al vertici del 23 giugno, secondo cui l’aumento dell’output non avrebbe dovuto portare nessun paese a superare il proprio tetto individuale.

Fonte: Il Sole 24 Ore Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 16)

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