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Home Rassegna Stampa Per Nord Stream 2 4,8 miliardi di euro da società europee
25/04/2017 - Pubblicato in news internazionali

Usciti dalla porta della joint venture, i soci europei di Gazprom rientrano dalla finestra con 4,75 miliardi di euro messi a disposizione per finanziare Nord Stream 2, il raddoppio del gasdotto che collega Russia e Germania passando sotto il Mar Baltico. Il progetto è fumo negli occhi per molti Paesi dell’Est, guidati dalla Polonia. E non piace nemmeno alla Commissione europea, che teme un ulteriore rafforzamento del predominio di Mosca nelle forniture energetiche al Vecchio continente. Bruxelles non è però riuscita a trovare basi legali per opporsi e ora rischia di veder sfumare anche la speranza di vederlo realizzare dopo il 2019, anno in cui scadranno i contratti di transito del gas russo in Ucraina. È Kiev infatti che avrà maggiormente da perdere, quando la pipeline da 55 miliardi di metri cubi l’anno (parallela ad una altrettanto capiente) entrerà in funzione. Di converso sarà la Germania a “vincere”, rafforzandosi come hub europeo del gas a scapito (anche) dell’Italia. Gli alleati di Gazprom – la francese Engie, l’austriaca Omv, l’anglo-olandese Shell e le tedesche Uniper e Wintershall – l’estate scorsa avevano dovuto abbandonare il consorzio Nord Stream 2 per l’opposizione dell’antitrust polacca. Ma non sono mai uscite davvero di scena. Nel dettaglio, spiega Shell, ciascuna aprirà una linea di credito di lungo termine da 285 milioni che dovrebbe essere utilizzata nel 2017 (almeno 4 miliardi sono già stati spesi, in gran parte per acquistare i tubi da posare sui fondali marini). In seguito gli ex soci, ora definiti «sponsor del progetto», metteranno sul piatto altro denaro: fino a 665 milioni ciascuno, «a copertura di una combinazione di garanzie e finanziamenti di breve e lungo termine». L’effettivo impiego di questa seconda tranche, specifica la stessa Shell, «dipenderà dalle future decisioni di Nord Stream 2 Ag riguardo al finanziamento complessivo del progetto». Non è chiaro al momento quale contropartita si siano aggiudicate le società europee finanziatrici del gasdotto. Tutte rimangono infatti fuori da NordStream2Ag, l’ex consorzio con sede in Svizzera che dallo scorso luglio è al 100% in mano ai russi: «Gazprom è e resterà l’unico azionista», specifica il comunicato congiunto.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 22)

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