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Home Rassegna Stampa Misteri italiani: l’occasione persa del gas naturale
10/06/2019 - Pubblicato in news nazionali

L’assenza di governo fa perdere di vista la questione energetica del nostro Paese. Siamo uno dei Paesi dove i prezzi pagati da imprese e cittadini sono i più alti. Siamo nel pieno di una transizione dall’utilizzo di fonti più inquinanti a quelle meno inquinanti possibili. E il gas uno di queste, e l’Italia, che nel sottosuolo dispone di giacimenti di gas, è bloccata nel loro utilizzo. Quasi non fosse importante per i consumi interni, per ridurre la bolletta energetica e per garantirci l’indipendenza. Nel 2018 abbiamo prodotto il 7,5% dei consumi totali, vale a dire 5,4 miliardi di metri cubi. Costretti, d’altra parte, a importarne 68 miliardi. Di questi il 45% arriva dalla Russia; la parte restante proveniva per meno del 30% dall’Algeria e poi con percentuali inferiori da Qatar e Libia. Il gas naturale, pur essendo un combustibile fossile, è stato individuato come il più adatto ad accompagnare la transizione energetica chiamata “decarbonizzazione”, perché in termini ambientali è quella che inquina meno. Sarebbe quindi scontato continuare nell’opera di ricerca e sviluppo, invece che continuare a bloccare le esplorazioni.

Fonte: Il Corriere della Sera -  L’Economia – Daniele Manca (pag. 8)

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