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Home Rassegna Stampa I limiti dell'idrogeno (anche verde)
07/10/2020 - Pubblicato in news nazionali

Va bene l'interesse per l'idrogeno ma non bisogna infatuarsi, scommettendo solo su questo settore per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2050. È questo l'avvertimento lanciato ieri dal convegno “Una strategia industriale per l'idrogeno verde”, organizzato dal presidente della commissione Industria del Senato Gianni Girotto. Al dibattito, che si è svolto nella sala Zuccari del Senato, hanno partecipato diversi esponenti del mondo accademico, industriale e istituzionale, sottolineando che, in una fase di “scontro tra diverse tecnologie”, è fondamentale capire come allocare le risorse pubbliche, a cominciare dal Recovery Fund. Per Massimo Scalia (Cirps) la Germania si è candidata a essere il punto di riferimento per il comparto dell'idrogeno europeo, investendo 9 miliardi di euro. Anche la sottosegretaria del Mise Alessandra Todde ha posto l'accento sul ruolo dell'idrogeno per ridurre le emissioni di CO2 nell'industria pesante, aggiungendo che l'impiego di questa tecnologia è necessario anche per “gestire il sistema elettrico del futuro, stabilizzando la produzione di energia rinnovabile sia giornaliera che stagionale, come non riescono a fare né le batterie né le dighe. Sul fronte delle imprese, anche Massimo Beccarello (Confindustria) si è concentrato sui problemi che riguardano la domanda di idrogeno, annunciando di aver consegnato al senatore Girotto una ricerca effettuata da Confindustria. “Le conclusioni del convegno sono, quindi, spettate al senatore Girotto che ha evidenziato il ruolo di semplificazione affidato alla politica. “Le tecnologie – ha dichiarato Girotto – sono da sempre in lotta tra loro. Il compito del legislatore è quello di utilizzare le risorse pubbliche nella migliore maniera possibile. Non facciamoci quindi travolgere dall'emotività. Abbiamo il dovere di valutare tutte le variabili in gioco”.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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