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Home Rassegna Stampa Libia, resta forte la morsa di Haftar sui pozzi petroliferi
22/01/2020 - Pubblicato in news internazionali

Continua, anche dopo Berlino, il gioco al rialzo del generale Haftar che non allenta la presa su porti e produzione di petrolio. Una sfida a tutta la comunità internazionale che vede l’Unione Europea impotente a reagire per la posizione dei francesi troppo filo-Haftar, mentre Stati Uniti e Italia condannano senza mezzi termini le decisioni di Bengasi. La fragile tregua uscita da Berlino potrebbe ora scivolare pericolosamente in scontro aperto per il controllo delle uniche fonti di energia del Paese, greggio e gas. Già alcuni giorni fa Haftar aveva fermato le operazioni di carico di greggio da cinque porti sotto il suo controllo. Bloccato il giacimento di Sharara, il più grande del Paese, e quello di El Feel, dove opera anche l’Eni, che sta subendo per ora perdite contenute perché il grosso della produzione è nel gas che arriva in Italia dal terminal di Zwara attualmente sotto il controllo della milizia locale legata ad Al-Sarraj. Ma se il blocco dovesse continuare la produzione potrebbe calare a 72 mila barili al giorno dagli oltre 1,2 milioni.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Gerardo Pelosi (pag. 20)

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