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Home Rassegna Stampa Per l’Italia in Iran focus su energia e trasporti
30/11/2015 - Pubblicato in news internazionali

«Un hub per raggiungere i mercati degli altri Paesi che circondano l’Iran». Il ministro iraniano dell’Industria, delle Miniere e del Commercio, Mohammad Reza Nematzadeh sintetizza così il ruolo economico a cui ambisce Teheran quando verranno tolte le sanzioni. E lo spiega ai 181 imprenditori «tra campioni nazionali e piccole medie imprese», come li ha definiti il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha guidato a Teheran la missione di Mise, Abi e Ice. Oltre alle aziende hanno partecipato anche 20 associazioni e 12 gruppi bancari.  Il messaggio è chiaro: l’Iran non vuole essere un semplice mercato di conquista, forte dei suoi 78 milioni di abitanti, ma ha bisogno di partnership e investimenti per crescere e svilupparsi, e a sua volta esportare. In questa direzione vanno i quattro memorandum d’intesa siglati domenica: due per il settore conceria, uno per il marmo e uno tra il museo di Roma Maxxi e il museo di Arte Contemporanea di Teheran. Nel primo caso si tratta di intese per la formazione tecnica e manageriale e l’ammodernamento tecnologico, mentre per il settore marmo del trasferimento di know-how e formazione tecnico-scientifica. Gli incontri che si stanno tenendo in questi giorni nella capitale iraniana, come il Summit internazionale sull’Oil&gas durante il quale c’è stata la prima presentazione pubblica del nuovo modello di contratto per gli investitori stranieri nel settore degli idrocarburi — meno penalizzante per le compagnie petrolifere — mostrano l’obiettivo di attrarre investimenti. Servono 30 miliardi di dollari per realizzare i 50 progetti nel petrolio e nel gas presentati ieri. In più, ha spiegato il ministro del Commercio Nematzadeh, Teheran ha varato un piano per i prossimi anni di «15 miliardi di dollari» nelle infrastrutture del Paese, dalle ferrovie agli aeroporti. Per il ministro iraniano le imprese italiane possono svolgere un ruolo importante e «farsi avanti» per collaborare in questo settore, date le loro conoscenze e capacità. «La nostra aspettativa da quest’incontro – ha detto – è che entrambe le parti possano sfruttare quest’occasione per creare investimenti comuni».

Fonte: Il Sole 24 ore, Impresa & Territorio – Micaela Cappellini (pag. 19)

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