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Home Rassegna Stampa “Italia cuore della ricerca”
30/01/2017 - Pubblicato in news nazionali

In un’intervista a Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ne è uscito come il periodo attuale non sia minimamente paragonabile ai precedenti quando si parla di prezzo del barile. Ad oggi si parla di global warming, di Conferenza di Parigi, del mancato intervento dell’Opec. A fine anno il prezzo del barile dovrebbe assestarsi intorno ai 55 dollari. Eni sta lavorando ad un piano d’azione per far fronte al “climate change”. Eni non vuole fare da competitor a Enel, perché il core business di Eni è gas e petrolio. Eni non è preoccupata dal programma annunciato da Trump control la corrente della “green economy” portata avanti da Obama. La politica economica statunitense avrà impatto soprattutto negli Stati Uniti. Nell’intervista si parla anche di Italia. Eni all’interno del paese ha superato egregiamente lo stress test degli ultimi tre anni. C’è stato un cambio nell’organizzazione e un abbassamento nei costi di struttura da 2.2 a 1.4 miliardi annui. In Italia c’è il 60% del personale Eni, 58 raffinerie, 8 stabilimenti chimici, 6 centrali elettriche e più di 100 piattaforme. L’Italia è la sede di un know-how importantissimo.

Fonte: Corriere Economia – Stefano Agnoli (pag. 2)

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