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Home Rassegna Stampa Intervista a Marco Alverà: “Clima, non solo cattive notizie. Sull’idrogeno possiamo essere leader. Taranto? Investiamo”
23/12/2019 - Pubblicato in news nazionali

Snam è una tra le principali società europee attive nel trasporto, stoccaggio e rigassificazione del mercato. Il gas è considerato a livello internazionale la fonte della transizione energetica, ma Alverà guarda avanti e scommette anche su idrogeno e gas green. Con i progressi tecnologici – dichiara l’ad di Snam – nei prossimi dieci anni l’idrogeno potrà costare meno del petrolio. Oggi il metano è più competitivo del petrolio, grazie allo shale gas americano e alle grandi oil companies che hanno fatto scoperte di successo in aree prima inesplorate. Così nei trasporti, benzina e diesel possono essere sostituiti dal gas senza troppi interventi. Gradualmente molti mezzi di trasporto potranno essere trasformati a metano, che oltre a essere più economico, emette meno Co2 e sostanzialmente non genera inquinanti. Sull’idrogeno, l’Italia può esprimere molte delle sue forze. Con il sole si può creare idrogeno fatto da rinnovabili e i prezzi stanno scendendo velocemente. Nel 2010 costava 710 dollari per megawattora, oggi siamo a 125 dollari e si potrà arrivare a 25 dollari. L’idrogeno da rinnovabili può dare un enorme contributo alla decarbonizzazione ed essere al tempo stesso competitivo. L’idrogeno infatti potrebbe arrivare a coprire quasi un quarto della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95%. Il maggior potenziale di utilizzo di idrogeno riguarda il settore dei trasporti pesanti, quello residenziale soprattutto per il riscaldamento e alcune applicazioni industriali, come la raffinazione e la produzione di ammoniaca o la produzione di acciaio. Infine l’idrogeno potrà raggiungere le automobili , che ad avviso di Alverà, sono un punto di arrivo e non di partenza. Il vantaggio dell’idrogeno per la decarbonizzazione consiste nel fatto che può essere prodotto da fonti rinnovabili mantenendo i benefici di costo e di facilità di utilizzo dei combustibili attuali perché può utilizzare le infrastrutture esistenti. Se infatti l’Ue rendesse obbligatoria una quota fissa di idrogeno nelle reti, questo contribuirebbe a creare in modo veloce una maggior domanda in attesa che si sviluppino auto, camion e caldaie. Per Taranto Snam sta investendo 40 milioni: la città può essere per Snam un candidato ideale per la costruzione di un deposito in piccola scala di Lng (gas liquido) perché c’è il porto. Snam pensa anche a infrastrutture per alimentare a metano mezzi pubblici e privati o a un potenziale impianto a biometano per riutilizzare i rifiuti in ottica di economia circolare.

Fonte: Il Corriere della Sera- L’Economia – Francesca Basso (pag. 12)

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