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Home Rassegna Stampa Infrastrutture, prezzo e mercato del gas naturale
01/10/2016 - Pubblicato in news nazionali

In due tavole rotonde si sono avvicendati Thierry Bros (professore al Sciences Po ed analista indipendente), Daniele Gamba (Snam Rete Gas), Massimo Nicolazzi (Centrex), Claudio Spinaci (Unione Petrolifera), Riccardo Angelini (Airu), Andrea Bolla (2B Energia), Luigi Borzacchiello (Tradeinv Gas & Energy) e Fabio Pedone (Energetic Source). La visione comune agli intervenuti sul ruolo del gas naturale è che il suo acclarato ruolo di combustibile di transizione verso un'economia decarbonizzata resterà tale a lungo. La minaccia del più economico carbone è mitigata dal fatto che quest'ultimo è “nemico dell'ambiente”, mentre le Fer, ecologiche ma sostenute da incentivi generosi, hanno influito sul prezzo del gas, ma non godono ancora di uno storage sufficiente. In alcuni settori il gas naturale domina, come nel riscaldamento, ma nei trasporti è ancora lontano il momento in cui potrà tenere testa ai derivati del petrolio. Visti i tre obiettivi che devono seguire i combustibili nel futuro (sicurezza dell'approvvigionamento; economicità; rispetto dell'ambiente) quello che abbatterà la Co2 al minor costo avrà battuto la concorrenza. E' ancora da verificare, tuttavia, quanto gli utenti siano disposti a spendere in più per avere p.es. energia elettrica da fonti non inquinanti. Le problematiche maggiormente affrontate sono state le infrastrutture ed il mercato. Sulle infrastrutture, da anni il driver del loro sviluppo non è più la domanda, bensì altri fattori come la sicurezza dell'approvvigionamento e l'esigenza di una maggiore integrazione delle reti. In tema di prezzi e mercati, la correlazione ai prezzi del petrolio è rimasta, anche se in misura nettamente inferiore rispetto al passato, mentre si registra la novità, nell'Ue, di un meccanismo trasparente di formazione del prezzo del gas naturale: si riapre quindi la concorrenza, a cui siamo poco abituati (cfr. contratti a lungo termine, accordi di fedeltà) che la chiamiamo “price war”. Critiche sono state rivolte al l'indicizzazione dei prezzi al Ttf in quanto forzatura del mercato che non porta effetti positivi e segno di scarsa lungimiranza del regolatore.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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