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Home Rassegna Stampa Le imprese pagano fino al 45% in più
11/05/2017 - Pubblicato in news nazionali

Secondo il rapporto appena pubblicato sul sito del Mise in merito al mercato dell’energia elettrica, ad eccezione delle fasce collocate nelle fasce inferiori di consumo, il prezzo italiano è tra i più elevati in Europa – dal 17% al 54% in più della media Ue). Non va meglio per le imprese che soffrono un differenziale tra il 22 e il 45% in base alla classe di consumo. Un discorso a parte il gas in cui ha un ruolo fondamentale la parte fiscale. Per le imprese il differenziale è maggiore per quello con i consumi più bassi che pagano un prezzo superiore del 17% rispetto alla media Ue. Nel 2016 sembra essersi arrestato il trend di convergenza dei prezzi italiani verso quelli europei iniziato nel 2012. La Sen indica due linee di azione: la prima prevede che il prezzo dell’energia elettrica per i grandi consumatori industriali dovrà scendere con le nuove agevolazioni per le energivore; per le imprese con un rapporto inferiore del 20% l’onere sarà variabile e calcolato in base al costo energia/fatturato ma comunque pari al 15% dell’importo non agevolato. Per quanto riguarda il gas si calcola che tra Psv e Ttf permanga una differenza del 10% quasi integralmente legata ai costi di logistica; in questo caso l’antidoto sarebbe il “corridoio di liquidità” che potrebbe portare fino a 300 milioni di euro di risparmi. In un’epoca di movimenti “Nimby” qualche problema potrebbe essere sollevato da possibili nuove infrastrutture per diminuire la dipendenza italiana dal gas russo: nella Strategia si privilegia la realizzazione di un impianto galleggiante da circa 4 miliardi di metri cubi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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