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Home Rassegna Stampa Idrogeno rinnovabile, sfida competitività
16/07/2020 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Nel Nord della Francia Engie ha avviato un progetto per miscelare l’idrogeno nelle reti locali di gas attraverso un elettrolizzatore che scompone l’acqua con l’energia verde fornita dai parchi eolici, separando l’ossigeno dall’idrogeno, che viene poi immesso nella rete di distribuzione del gas insieme al metano. L’idrogeno rinnovabile è al centro della visione della Commissione europea, che punta ad azzerare le emissioni nette di carbonio dell’Unione entro il 2050. Uno dei problemi più critici è l’accumulo stagionale di energia. La rete elettrica ha bisogno di pareggiare sempre domanda e offerta, ma le fonti intermittenti come l’eolico e il solare non sono regolabili. Per lo storage a breve termine ci si può affidare alle batterie di ultima generazione, ma per le disparità stagionali la questione diventa più complicata. La soluzione più pulita è trasformare l’elettricità in eccesso in idrogeno, che poi si può stoccare in serbatoi, per riconvertirlo in elettricità da fuel cell p da turbina quando serve. Peccato che il 97% dell’idrogeno utilizzato oggi nel mondo da impianti chimici e raffinerie, in varie fasi di lavorazione, sia prodotto con il reforming di combustibili fossili a costi molto più bassi, rilasciando oltre 800 milione di tonnellate di Co2 l’anno a livello globale. Per decarbonizzare il Continente bisognerebbe far diventare l’idrogeno verde più competitivo di quello “grigio” e numerosi studi indicano che entro il 2030 si potrebbe arrivare al pareggio, se i costi degli elettrolizzatori continueranno a calare al ritmo attuale. L’idrogeno potrebbe anche sostituire il gasolio consumato da camion, autobus e treni. Quando l’industria e i traposti avranno adottato l’idrogeno rinnovabile, emergeranno reti di distribuzione, che potranno stoccarlo in depositi sotterranei a un costo più economico delle batterie. Si ipotizza che una volta acquisito che l’idrogeno è importante per gli altri settori, si otterrà lo stoccaggio a lungo termine per il settore energetico come una sorta di sottoprodotto.  

Fonte: Il Sole 24 Ore – Elena Comelli (pag. 31)

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