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Home Rassegna Stampa Greggio, oltre alle divisioni Opec c’è da valutare l’incognita Usa
12/11/2016 - Pubblicato in news internazionali,stoccaggi

Prima dell’elezione di Trump, sembrava chiaro che solo un accordo tra i paesi produttori di greggio il prossimo 30 novembre avrebbe fatto ripartire il prezzo dell’oro nero. Ora, però, si fa tutto più complicato. Il petrolio Wti da metà ottobre è entrato in una spirale ribassista che ha portato i prezzi dal massimo relativo di 52 dollari fino agli attuali 43,20 dollari. Gli analisti ora vedono tre scenari possibili. La view “orso” prevede che Trump realizzi quanto detto durante il tour elettorale con una severa revisione degli accordi commerciali con America Latina e Asia che metterebbe in crisi quei paesi emergenti che ora stanno sostenendo la domanda di petrolio. La view “toro”, invece, vede, con il presupposto di Trump di abbandonare la politica green (intrapresa da Obama), un ripresa massiccia di consumi di greggio con conseguente rialzo dei prezzi. La view “black box”, dove non si sa cosa succederà perché ci sono troppi fattori in gioco. Insomma, quasi come tirare una monetina.

Fonte: MF – red. (pag. 56)

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