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Home Rassegna Stampa Gasolio, il fisco più caro della Ue

Importiamo petroliere su petroliere dall’Iraq (11,9 milioni di tonnellate), dall’Azerbaigian, dalla Russia mentre l’Italia delle procure e dei comitati Nimby fa precipitare l’utilizzo di petrolio dai giacimenti nazionali e riduce le royalty destinate all’ambiente e a finalità sociali. L’anno scorso il costo del greggio importato è stato assai contenuto, con una media del -18,5% rispetto al 2015. Per gran parte del 2016 il prezzo si è collocato attorno al -30% rispetto ai prezzi del 2015. Il greggio più conveniente è stato in febbraio (-42% contro il febbraio 2015). Ma negli ultimi mesi c’è stato un rincaro improvviso e prevedibile: nel dicembre scorso il prezzo è rincarato del +37,9% rispetto al dicembre 2015. Ciò che condanna l’Italia sul prezzo finale è il prelievo fiscale sui carburanti. Tra Iva e accise, anche a inizio 2017 il peso del Fisco in Italia risulta tra i più elevati in Europa: rappresenta il 62% del prezzo finale del gasolio (il Fisco più salato d’Europa) e il 65% del prezzo finale della benzina (Italia seconda per peso fiscale dopo l’Olanda). L’anno scorso l’Italia ha importato 60,8 milioni di tonnellate di petrolio e ha dovuto aumentare anche le importazioni di prodotti già raffinati, come benzina e gasolio. Sono stati comprati all’estero invece di essere raffinati in Italia 13,4 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi finiti (+23,9%).

Fonte: Il Sole 24Ore – Jacopo Giliberto (pag. 8)

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