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Home Rassegna Stampa Gasdotto Nord Stream, Renzi gela Putin: “L’Italia non perde la faccia per due tubi”
12/01/2016 - Pubblicato in news internazionali

Nonostante gli ottimi rapporti, gela Vladimir Putin che corteggia il premier italiano per far entrare l'Eni nel raddoppio della nuova pipeline da 11 miliardi di costo e da 110 miliardi di metri cubi di gas che dalla Russia, passando sotto il Mar Baltico, dovrebbe raggiungere la Germania. Obiettivo: allargare il consenso e ottenere il via libera della Commissione europea a un progetto su cui si deve esprimere l'Antitrust di Bruxelles. A palazzo Chigi non negano che il progetto sarebbe «economicamente vantaggioso per le nostre aziende». Ma sono decisamente infastiditi dalle notizie che descrivono il governo favorevole all'accordo. Questo perché, al Consiglio europeo del 17 dicembre, fu proprio Renzi a puntare il dito contro il raddoppio del Nord Stream. Il premier italiano, dopo che la Commissione aveva bocciato la pipeline South Stream in cui era coinvolta Eni con la controllata Saipem, accusò apertamente Angela Merkel di «ipocrisia». «È di dubbio gusto confermare le sanzioni alla Russia senza una discussione, se dall'altra parte si fa passare alla chetichella il raddoppio del North Stream». Renzi annotò inoltre di aver «sollevato un dibattito molto intrigante», facendo sapere che «solo Germania e Olanda» si erano «espresse contro». «E ora non è certo possibile», sostengono a palazzo Chigi, «che la posizione del governo italiano cambi solo per l'invito di Putin a costruire...due tubi. Qui è in gioco la sicurezza energetica europea, l'indipendenza degli approvvigionamenti di gas da Mosca, la sicurezza il gasdotto North Stream gasdotti esistenti».

Fonte: Il Messaggero

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