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Home Rassegna Stampa Sul gas la Ue vuole “solidarietà obbligatoria”
10/02/2016 - Pubblicato in news internazionali,normativa

La sicurezza energetica non dovrà più essere una questione nazionale. La Commissione europea è decisa a fare sul serio nella costruzione dell'Unione dell'energia e si appresta a varare un pacchetto di misure che, soprattutto in materia di approvvigionamenti di gas, puntano a sottrarre una buona fetta di autonomia agli Stati membri e alle grandi società energetiche. Le bozze dei cinque documenti che compongono il cosiddetto "Energy Union winter package" - la cui pubblicazione, che era prevista per oggi, è già slittata al 16 febbraio - sono circolate ampiamente, benché in teoria riservate. E stanno già facendo discutere: Bruxelles vorrebbe infatti accentrare il controllo a livelli senza precedenti, affermando che «le decisioni politiche fondamentali sull'energia non dovrebbero essere prese esclusivamente a livello nazionale» Tra i punti più controversi, c'è l'obbligo per le società energetiche di notificare alle autorità nazionali e alla Commissione Ue tutti i contratti di fornitura del gas «rilevanti perla sicurezza degli approvvigionamenti». Nella categoria, si legge nel testo, ricadono i contratti di durata superiore a un anno, che soddisfino oltre il 40% dei consumi di un Paese. Ma anche altri contratti potrebbero essere esaminati, a richiesta, se ritenuto necessario. Anche gli Accordi intergovernativi (Iga) in materia energetica sottoscritti con Paesi esterni all'Unione (per esempio per la costruzione di gasdotti) dovranno essere sottoposti al vaglio della Commissione europea, prima e non dopo la firma che li rende vincolanti. Bruxelles afferma che dal 2012 a oggi ha avuto «preoccupazioni» in merito a circa un terzo degli Accordi intergovernativi relativi a forniture o infrastrutture energetiche. Anche nella gestione delle emergenze - come le crisi del gas del 2006 e del 2009, che lasciarono al freddo molti europei - Bruxelles punta a un coordinamento molto più stringente. Al punto da varare il concetto di «solidarietà obbligatoria», da applicare nell'ambito di nove macroregioni: l'Italia fa parte del Sudest, con Austria, Ungheria, Slovenia e Croazia. Sulla base di piani di emergenza predisposti in anticipo, se un Paese avrà difficoltà a rifornire le famiglie o i servizi essenziali, come gli ospedali, allora dovranno obbligatoriamente venire in suo aiuto i Paesi vicini, a costo di sospendere le forniture alle sue imprese. La Commissione, che per la prima volta vara un documento su Gnl e stoccaggi, pone l'obiettivo di arrivare a una gestione comune, per macroregioni, delle scorte di gas e chiede di predisporre al reverse flow tutti i punti di interconnessione dei gasdotti.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 30)

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