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Home Rassegna Stampa Il gas dà la spinta alla crescita: due miliardi di Pil e 27mila addetti
26/07/2018 - Pubblicato in news nazionali

Le imprese del Gpl hanno deciso di dissipare alcuni luoghi comuni. Abituate a suffragare le loro scelte con l’esattezza di dati e con l’appoggio di risultanze scientifiche, hanno affidato agli analisti di Ernst&Young l’incarico di delineare il loro ritratto economico, un ritratto dipinto con il pennello fine. E (sorpresa) il dipinto mostra un volto inatteso. «Per molti, per i consumatori e per i decisori politici, noi siamo quelli delle bombole del gas sotto al lavello della vecchia cucina e quelli del “bombolone” bianco fuori dalla villetta, ma abbiamo scoperto che questo è un aspetto vero ma limitatissimo del nostro settore: ci siamo accorti che rappresentiamo un’industria importante che genera ­2miliardi di Pil l’anno, che dà impiego a ­27mila addetti fra diretti e correlati, che paga alle casse dello Stato non solamente le tasse ma anche milioni di euro di accise petrolifere», avverte Francesco Franchi, presidente di Assogasliquidi, l’associazione di Federchimica che raccoglie le maggiori aziende italiane. Ma il peso reale è assai più lusinghiero. Per esempio l’industria del Gpl e dei gas liquefatti (come il Gnl e il metano compresso) è un’alleata formidabile di una delle industrie made in Italy più richieste al mondo, cioè i costruttori di valvole di altissima qualità il cui polo produttivo novarese è invidiato in tutto il mondo.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Jacopo Giliberto (pag. 9)

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