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Home Rassegna Stampa Dal gas alle reti, quattro mine sul Piano energia
23/06/2019 - Pubblicato in news nazionali

La campanella suonerà il 31 dicembre quando tutti i paesi Ue dovranno presentare la versione definitiva dei Piani nazionali per l’energia e il clima con cui concorrono a far sì che l’Europa rispetti i target posti al 2030 per le rinnovabili, l’efficienza energetica e le emissioni dei settori non Ets, per l’Italia però affiorano già i primi problemi. Ci sono le osservazioni della Commissione europea, quelle dell’Arera a mettere immediatamente in campo il mercato della capacità e infine le osservazioni degli operatori del settore. Il mercato chiede certezze rispetto al ruolo del gas nella transizione verso la decarbonizzazione, sugli impegni per potenziare le reti di interconnessione elettrice, sugli stoccaggi. Ma se un punto comune c’è in tutte le riflessioni è di sicuro la lungaggine degli iter autorizzativi, probabilmente incompatibile con la scadenza del 2030. La nuova capacità gas è considerata la risorsa necessaria per colmare il gap di fabbisogno nel periodo di transizione e diversificazione degli approvvigionamenti resta cruciale. Fondamentale innanzitutto affinare il piano seguendo le indicazioni di Bruxelles che sostanzialmente promosso il piano italiano ma ha sollecitato un’analisi più dettagliata su nove aspetti a cominciare dalle dinamiche di prezzo per i consumatori collegabili al capacity market. Il Governo dovrà inoltre precisare come intende ottenere una forte penetrazione delle rinnovabili a sostegno dei target fissati nel Piano.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Dominelli – Fotina (pag. 10)

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