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Home Rassegna Stampa Dal gas alle piattaforme per solare e eolico Il rilancio Eni in versione “low carbon”
13/05/2017 - Pubblicato in news nazionali

«Un percorso di profonda trasformazione che tocca tutti i settori, dall’upstream alla raffinazione e alla chimica, dalla generazione di energia elettrica alle bonifiche». Con queste parole l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha annunciato nei giorni scorsi gli investimenti programmati in Italia nei prossimi anni: ventuno miliardi. Risorse che verranno investite tra il 2017 e il 2020 e che vedranno il gruppo del cane a sei zampe impegnato su quattro fronti: l’attività di esplorazione e produzione di idrocarburi, la trasformazione dei settori della raffinazione e della chimica, la transizione energetica basata su gas e sviluppo di fonti rinnovabili. L’obiettivo è «dare nuova vita ad attività esistenti in ottica low carbon - ha sottolineato Descalzi - e di una maggiore efficienza energetica, senza ridurre gli organici, ma investendo nelle tecnologie e nelle competenze e perseguendo una strategia in controtendenza rispetto a chi ha tagliato progetti e disperso capitale umano». Nei prossimi anni la spesa sarà di 21 miliardi e si concentrerà su sviluppo e ottimizzazione degli impianti esistenti e dei costi di struttura. Dove? Val d’Agri, Ravenna e il giacimento Argo nell’offshore del canale di Sicilia ma anche conversione «green» dell’ex raffineria di Gela e dell’ex-raffineria di Venezia. Uno degli obiettivi è anche migliorare la rete di distribuzione dei carburanti e potenziare l’offerta del metano. Eni sta studiando di trasformare le piattaforme in via di dismissione per produrre nuove forme di energia rinnovabili, dal mare, dal vento e creare nuovi laboratori di ricerca. Proprio sul fronte delle energie rinnovabili, il gruppo ha identificato e lanciato progetti di generazione di energia da risorse rinnovabili nei propri impianti in Italia con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’azienda e raggiungere il traguardo di 220MW di energia entro il 2020.

Fonte: Corriere della Sera – C.D.C. (pag. 45)

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