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Home Rassegna Stampa Gas, mai così tanto dalla Russia
22/01/2017 - Pubblicato in news nazionali

Una delle conseguenze delle basse temperature ha per l’Italia un effetto geopolitico. Nei primi giorni del nuovo anno il sistema di rifornimento del gas naturale, sotto la regia della Snam, ha retto bene le richieste ma ha registrato nuovi record come quello delle importazioni di gas russo, arrivato nei giorni scorsi al nuovo massimo storico. Lo scorso 10 gennaio al punto di ingresso di Tarvisio, in Friuli, sono transitati 115,6 milioni di metri cubi di metano diretti a case e industrie italiane, provenienti dai giacimenti siberiani. Non era mai accaduto prima. Il precedente record era di fine novembre 2013, ma allora si stavano riempiendo gli stoccaggi in vista della stagione invernale. Invece ora una quota tra il 40 e il 45% del gas importato in Italia viene dal profondo est. Ciò che è accaduto è che dalla fine delle vacanze di Natale 2016 le temperature più basse anche di 5 gradi rispetto alla media del periodo hanno generato un picco di domanda di gas (più di 400 milioni di metri cubi al giorno) al quale le infrastrutture hanno dovuto reagire con prontezza aprendo il rubinetto delle importazioni, come il ministero dello Sviluppo ha raccomandato con lo stato di allerta decretato proprio il 10 gennaio. Un’accelerazione che ha coinvolto le altre linee di fornitura: ci sono stati nuovi record anche per il gas algerino e per quello del mare del Nord. La mossa di spingere sull’import è quasi obbligata in situazioni del genere, perché l’obiettivo è di rallentare i prelievi dagli stoccaggi di gas, che servono a bilanciare la domanda e l’offerta e, soprattutto, costituiscono l’ultima riserva disponibile.

Fonte: Corriere della Sera – Stefano Agnoli (pag. 35)

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