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Home Rassegna Stampa Gas Intensive, iniziativa Di Maio penalizza i consumatori
27/02/2020 - Pubblicato in news nazionali

Bene l'iniziativa del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli contro gli aumenti delle tariffe di uscita dalla rete gas della Germania, male invece l'iniziativa del ministro Luigi Di Maio, segnalate in questi giorni dalla Staffetta, contro una riduzione delle tariffe di trasporto del Paese, che penalizza in consumatori. E' in sintesi il commento sulla vicenda del Consorzio di grandi utilizzatori industriali di metano, Gas Intensive.  "Abbiamo condiviso nei giorni scorsi la presa di posizione del nostro Governo, da parte del ministro dello Sviluppo economico Patuanelli, contro le politiche di quegli Stati membri che hanno l'effetto di incrementare le tariffe exit di trasporto del gas verso l'Italia e stanno così scaricando sul consumatore italiano dei costi impropri. Il differenziale di circa 2,5 c€/m3 del prezzo italiano del gas, che continuiamo a subire, è dovuto anche a questo", scrive il Consorzio. "La tutela del consumatore italiano - prosegue il comunicato - e quindi della competitività delle nostre imprese dovrebbe essere in cima all'attenzione di tutto il governo. Dietro ad ogni prodotto della manifattura italiana (ceramiche, carta, vetro e metalli) che riusciamo a vendere sui mercati europei e mondiali deve sempre essere presente un fattore essenziale: la possibilità di usare il gas a costi allineati con i nostri competitori. Comporta invece una ulteriore penalizzazione per i consumatori italiani (con l'aumento delle tariffe sul punto di interconnessione con l'Italia) l'iniziativa del ministro degli Affari Esteri tesa a difendere la redditività degli operatori austriaci del trasporto nell'ambito di un processo programmato e periodico di revisione tariffaria", sottolinea Gas Intensive. "Sarebbe opportuno invece - conclude la nota - che il nostro Paese segnalasse al Governo austriaco e alla sua Autorità di regolazione la posizione inaccettabile e insostenibile nella quale si sono venute a trovare le imprese manifatturiere consumatrici italiane che hanno sottoscritto un contratto long term di capacità su Tag e se lo sono viste modificare radicalmente in corso di validità senza possibilità di risoluzione o rinegoziazione".

Fonte: Staffetta Quotidiana

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